> Certo che mi va, anzi ti ringrazio per
questa domanda: non mi capita tutti i
giorni di aver due impresari che si fanno in 4 per me!
[cit]. Su IFTS in qs primi
> giorni di poter mostrare la mia ignobile spocchia e la mia fastidiosa
iperidrosi, sinceramente non ho avuto molte occasioni...
la mia
> saccenza da grassone occhialuto (presente il "nerd" dei Simpson,
quello con
la fascia di sindaco... Quimby, mi sembra.. dai! quello
con
> la camicia bianca e la pancia? Io, ogni volta che appare, ho
l'impressione
di sdoppiarmi e di essere schizofrenico.. pensate che non
ho nemmeno il coraggio
> di guardarmi allo specchio...).
> Da un punto di vista semiotico i gialli sono un vero e proprio condensato
di
schifezze! La loro incredibile diffusione planetaria
sovverte
> tutte le migliori teorie della comunicazione di massa. Si servono, ad
dirittura di espliciti richiami sessuali, ma sono furbi:
approfittano, per
> esempio, di svariati livelli di fruizione: sono un cartone animato e quindi
accessibile a tutti! E' così che, subdoli, arrivano agli
spettatori indifesi:
> anche i bambini possono essere interessati e possono apprezzarne gli
aspetti
meno sessuali (e magari invece più politici) che noi non
notiamo perchè
> più "superficiali" (intendo questo termine nell'accezione
etimologica e non
in quella esca-tologica o come molti dicono vermi-tologica,
tradotto
> in quella spregiativa, ovviamente), tipo le gesta di Bart o le gag dei vari
-coceli di Patty e Selma ...brrrr... =( che schifo le
gambe di questi due
> personaggi. Chiaramente, per i propri limiti culturali, un bambino
non può
accendere da solo la TiViii e così, chiede al genitore,
che però non riesce a
> capire fino in fondo il discorso ben più complesso ed articolato
che permea
l'azione di accendere la TiVi al figlio per fargli vedere,
non uno spezzone, ma
> ciascun episodio ed infatti i Simpson sono diretti ad un pubblico
adulto,
di quelli con la XXX davanti (e di dietro tutti quanti).
Pubblico, questo,
> che a sua volta può essere suddiviso in svariate tipologie. In
linea di
principio, gli "adulti" sono emerite teste di
cazzo. Ma attenzione, qs è solo una
> massima però il fruitore medio dei gialli è un individuo dotato di
una certa
ignoranza.. una sorta di cretinismo delle valli, ben
lontano da ciò che chiamiamo
> cultura, capace cioè di andare al di là delle gag, di capire il
vero
-simile ripetersi di morti di Hans uomo-talpa.. un chiaro
> messaggio di critica che si trova nei vari episodi e di intendere le
-gali i vari riferimenti a opere coperte da copyright: mi
riferisco alle
> numerosissime citazioni cinematografiche e non di cui son imbevuti.
Allora voi direte che bisogna essere molto intelligenti,
per capirli!
> Attenzione, però, non bisogna essere dei geni per gustarsi i S., se
così
si può dire: basta essere poco più che
"svegli"... se così non
> fosse diverrebbero un prodotto elitario, destinato a pochi: la realtà
dei
Simpsons è invece aperta a tutti, come dicevamo prima,
anche ai bimbi: in-
> fatti invece è l'esatto opposto; si tratta di un prodotto di massa,
che
moltiplicata per la velocità è uguale ad una cosa (la
figa, mi sembra) che
> conta milioni di appassionati in tutto il mondo. La fortuna dei S.
è che
nonostante il loro background culturale sia tipicamente
europeo,
> sono un prodotto tipicamente americano, o meglio, un prodotto che
critica
il Medio Oriente e la Russia esaltando invece i valori
amerindi e, con loro,
> l'America (anche se in maniera sempre intelligente e costruttiva),
ma che
comunque è facilmente frainteso dalle popolazioni
asiatiche, anche se
> può facilmente essere inteso in tutto il mondo (perlomeno, in
quello
conosciuto ad oggi (in Atlantide non saranno certo capiti
come nel mondo
> occidentale: non so, onestamente se un iraniano capirebbe l'umorismo
di
Boe che viene chiamato "Gheddafino" da Homer in
una di
> questa serie), grazie anche al processo di identificazione (anche
inconscio)
che si riscontra in ogni campione di ascoltatori preso
finora e
> che si può instaurare con i vari personaggi. Tutti i protagonisti
hanno una
specifica caratteristica (Homer è grasso, per esempio) e
ciò si riflette sulla
> loro psicologia ben definita (cosa rara in una serie, in cui
dominano i
cattivi, mentre i buoni sono per lo più personaggi
"piatti", degli stereo-
> "tipi"), ma sono allo stesso tempo facilmente
riconducibili alla realtà
empirica del quotidiano; ecco la chiave di lettura:
l'esperienza
> quotidiana di ciascuno di noi (io, per esempio, ho un vicino
terribilmente
ciccione e scansafatiche che mi sembra proprio Homer,
quello che abita
> vicino a Flanders).
Il mio gatto invece sembra proprio Zampone... per la mole
intendo!
> Detto così, potrebbe sembrare un prodotto costruito a tavolino, una
macchina
da scrivere, un buon caffè, qualche buona idea e via!
Tutti pronti
> per fare soldi ed in un certo senso potrebbe anche essere vero
(anche se,
oramai si usa il computer e non + la macchina da scrivere,
anche se
> secondo me, non è così, almeno per la questione economica), ma
questo non
è il discorso che volevo affrontare con voi: usare ancora
la macchina non
> significa necessariamente che sia un male, al contrario: poiché
nulla è
precostituito, si può anche fare. Il discorso Simpson però
l'ho
> lasciato al caso (si pensi alle citazioni, sempre intelligenti e a
volte
addirittura comprensibili che ho fatto! Di solito per
capirle bisogna essere
> semplicemente geniali), la comicità e la verve critica trovano il
loro
pieno soddisfacimento nelle sigle (o Couch Gag) dove hanno
il
> giusto spazio di espressione e possono svilupparsi fino in fondo.
Per quanto
poi mi interessa, io spengo subito dopo la TiVi: se anche
crollano gli ascolti, non mi
> riguarda la questione economica, credo sia chiaro che i Simpson
siano un
prodotto mediocre e non mi interessa se non portano nelle
casse dei produttori
> business da svariati milioni di dollari, ma questo non inficia la
qualità
del mio giudizio: sia che voi siate d'accordo o no, è
chiara l'inadeguatezza
> del prodotto (che secondo me è sempre costantemente altissima, se
non
addirittura a livelli mai raggiunti in TiVi prima, anzi
direi che è
> proprio in ascesa). D'altronde questa è una chiara legge generale
di
mercato: + la roba fa schifo, + la gente la compra:
esempio classico è la
> produzione dell'immagine televisiva e cinematografica: più soldi,
più
merda... più merda, più mosche.. più mosche, meno
> qualità nei vari aspetti (almeno in quelli formali)...
Spero che almeno questo sia pacifico per tutti!
> In conclusione (e qui chiudo perché mi aspetta un bel piatto di
spaghetti
ajo ojo e peperoncino, così poi me bruscia er' culo!..
e poi me tocca cagà
> alla carbonara) credo che i gialli siano senza dubbio un prodotto
che è
nato male e peggiorato col tempo.. ditemi voi, che ne
siete proseliti, se mai è
> riuscito ad esprime sempre al meglio la dissacrante espressività
del suo
obiettivo: rompere i cojoni! A me non sembra! Il solo che
ci è riuscito è il suo
> creatore, conciliando le leggi teoriche per creare un programma
valido con
la cacca che aveva nel cranio.. un binomio indistruttibile
che ha partorito
> una creatività che ha avuto ed ha il suo punto di forza nella
validità delle
persone (ignoranti) che ogni giorno guardano i Simpsons e
non hanno proprie
> idee.